C’è stato un periodo, lungo anni, in cui leggere era diventato impossibile.
Nonostante fossi sempre stata una lettrice appassionata, nonostante la mia libreria fosse ancora lì, piena di titoli che avevo amato, suggerito, comprato con entusiasmo. Quel tempo si è fermato durante gli anni universitari, schiacciato sotto il peso di esami, articoli accademici, notti insonni e stanchezza cronica.
Leggevo per dovere, non più per amore.
Abitavo ancora a Roma, nel quartiere africano, quando qualcosa è cambiato. Era fine estate, ma il caldo era ancora afoso e appiccicoso. Ricordo perfettamente quel giorno in cui ho deciso di entrare in libreria.
Non cercavo nulla in particolare, solo la sensazione che da troppo tempo mi mancava: camminare tra gli scaffali, lasciarmi incuriosire dai titoli, toccare le copertine come si sfiora la pelle di qualcuno che si vuole conoscere.
Io, che di solito rifuggo ogni commesso che mi si avvicina, quel giorno ho fatto qualcosa che non mi aspettavo: ho chiesto un consiglio.
Con una certa dose di imbarazzo – e, a posteriori, direi anche di speranza – mi sono rivolta alla libraria: una donna romana, bionda, con gli occhiali da lettura e un’aria rassicurante. Le ho detto che cercavo qualcosa che mi facesse tornare l’amore per la lettura. Le ho parlato di Zafón, del mio amore per il suo modo di scrivere, per quelle storie che sembrano sospese tra sogno e memoria.
Lei non ha esitato. Ha allungato la mano, ha preso un libro e me lo ha messo tra le mani.
“Malinverno. Fidati.”
E io mi sono fidata.
Il libro è rimasto sul comodino per settimane – com’è giusto che sia, quando si ha un blocco del lettore serio.
Ma quando l’ho aperto, non ho più potuto lasciarlo.

📖 Titolo:: Malinverno
✍ Autore: Domenico Dara
🏠 Casa editrice: Feltrinelli
📅 Anno di pubblicazione: 2020
📑 Numero di pagine: 352
🎭 Genere: narrativa letteraria, mistery esistenziale
🎯 Target: adulti, amanti di storie evocative, lettori in cerca di romanzi “lenti” ma intensi
Trama (senza spoiler!)
Il protagonista si chiama Astolfo Malinverno, e di mestiere fa il bibliotecario. Ma quando il sindaco del paese gli propone di occuparsi anche del cimitero, Astolfo accetta. Da lì inizia un viaggio dolce, malinconico e pieno di meraviglia nella vita (e nella morte) delle persone che abitano il piccolo paese di Timpamara.Tra lapidi da scrivere, libri da ordinare e storie da ricordare, Malinverno diventa un romanzo sulla memoria, sulla parola scritta, sul senso profondo della narrazione. Ma anche – e soprattutto – un inno all’amore. Per le storie, per la vita, per chi se ne va e lascia tracce. Un mistero si insinua lentamente nella trama, aggiungendo tensione e fascino: chi era veramente la donna sepolta nella tomba che porta il nome sbagliato? E cosa succede quando la realtà si fonde con la letteratura?
Cosa mi è piaciuto
Malinverno è stata una carezza. Una di quelle che non ti aspetti, ma che arrivano proprio quando ne hai bisogno.
Domenico Dara scrive in modo evocativo, poetico, pieno di immagini che sembrano quasi sinestesie. Le parole si muovono con grazia, come se fossero parte di una melodia segreta.
Mi ha ricordato lo stile che tanto avevo amato nei romanzi di Zafón: quella capacità di rendere la letteratura protagonista, di trasformare la storia in un mistero dell’anima, di rendere ogni frase un ponte tra il reale e l’immaginato.
Eppure, Malinverno è anche profondamente italiano, radicato in una provincia che sa essere struggente e bellissima. C’è dentro il Sud, la lentezza, i silenzi, la luce calda e polverosa delle giornate che sembrano tutte uguali ma non lo sono mai.
Consigliato a chi
– Ha amato L’ombra del vento o La Trilogia della Nebbia.
– Cerca una lettura che riconcili con le parole.
– Vuole immergersi in un’atmosfera sospesa, malinconica e misteriosa.
– Ha bisogno di un libro che curi, lentamente, senza fretta.
Da leggere?
Come adoro spesso dire, ci sono libri che si leggono e libbri che TI leggono.
Malinverno per me è stato questo: una storia che ha saputo vedermi, nel momento in cui avevo bisogno di essere vista.
Mi ha ricordato che ogni blocco del lettore si può superare, che c’è sempre un libro pronto a tenerci per mano, anche quando ci sentiamo persi.
E se anche voi, in questo momento, sentite di non riuscire più a leggere come prima… forse questa è la storia giusta da cui ripartire.
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