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Black Butterfly di L.F. Koraline – Oscurità, farfalle e un’occasione mancata

Lo ammetto: questo è uno di quei acquisti impulsivi nati da un reel ben fatto e una copertina che ti strizza l’occhio dal feed.
Colpa (o merito?) dei contenuti Newton Compton che, se non stai attenta, ti convincono in meno di 60 secondi che sì, questo libro ti cambierà la giornata.

Peccato che, dopo ben 448 pagine, la mia sensazione finale sia stata un mix tra delusione, perplessità e una vaga frustrazione esistenziale da lettrice. Speravo in una storia intensa, coinvolgente, piena di ombre e mistero. E invece… meh.

Ma, come sempre, andiamo con ordine.

Copertina del libro Il Club dei Delitti del Giovedì di Richard Osman, un giallo brillante e ironico ambientato in un residence per anziani detective.

📖 Titolo: Black Butterfly. L’anno della farfalla nera
Autore: L.F. Koraline
🏠 Casa editrice: Newton Compton Editori
📅 Anno di pubblicazione: 2025
📑 Numero di pagine: 448
🎭 Genere: romance, dark romance, con elementi thriller e gotici
🎯 Target: adulti

Trama (senza spoiler!)

Nora Van Dassel e Brad Seller sono la coppia più popolare della Silver Lake School. Agli occhi di tutti, sono perfetti insieme e destinati a durare per sempre. Tuttavia, l’arrivo improvviso di Zed Wayner, un ragazzo taciturno e schivo che si trasferisce a casa di Brad, sconvolge gli equilibri. Misterioso e dall’aria pericolosa, Zed diventa un chiodo fisso per Nora, che desidera scoprire chi sia veramente e cosa nasconda dietro il suo atteggiamento distaccato.

Zed, però, custodisce un segreto oscuro: è il figlio di Ted Wayner, il famigerato “serial killer delle farfalle” che ha terrorizzato la nazione riempiendo le prime pagine dei giornali per mesi. Nonostante i suoi sforzi per mantenere le distanze, Zed cede all’attrazione per Nora, dando inizio a una relazione intensa e proibita. Ma quando il passato di Zed viene alla luce e strani eventi iniziano a verificarsi in città, Nora dovrà decidere se restare al suo fianco o allontanarsi definitivamente.

Tropes

  • Dark past / Trauma: Zed è segnato dal passato del padre, un famigerato serial killer. Questo elemento è centrale nel suo arco narrativo e nella tensione generale.
  • Bad boy / Broken boy: il protagonista maschile è il classico ragazzo tormentato, cupo, con un’aura pericolosa e un carico emotivo pesante da portarsi dietro.
  • Good girl x Troubled boy: lei è la brava ragazza della buona famiglia, lui il ragazzo oscuro e problematico. La dinamica è tipica del romance young adult.
  • Forbidden attraction: la loro relazione è in qualche modo ostacolata da ciò che lui rappresenta (il figlio di un serial killer), rendendo il legame “morbosamente” affascinante per lei.
  • Mental health / Blackout: Zed soffre di blackout, che aggiungono un elemento di instabilità e mistero al suo personaggio.
  • Obsession / Instant attraction: l’attrazione di lei per lui è quasi immediata e ossessiva, nonostante la mancanza di un vero motivo apparente.
  • Small town + School setting (background): l’ambientazione scolastica e la comunità chiusa giocano un ruolo nel contesto sociale e nei giudizi.

Cosa mi è piaciuto

Prima di passare a ciò che non mi ha convinta, voglio spezzare una lancia a favore di questo libro.

L’elemento thriller/mystery, costruito attorno alla figura del serial killer – il padre del protagonista – è l’aspetto che mi ha davvero incuriosita e spinta ad andare avanti. L’ossessione per le farfalle nere, che dà anche il titolo al romanzo, è una trovata particolare, disturbante al punto giusto, e viene spiegata solo più avanti nella trama, mantenendo alto l’interesse.

Non avevo mai letto nulla di simile: l’autrice riesce a evocare immagini fortemente visive, quasi horror, in modo limpido e suggestivo. Quelle farfalle me le sono immaginate benissimo, e sono forse la cosa che ho apprezzato di più nell’intera storia.

La narrazione alterna i due punti di vista – espediente ormai classico nel genere – ma quello che ho preferito è stato senza dubbio il POV del protagonista maschile, Zed. Un personaggio tormentato, pieno di conflitti, sospeso tra il desiderio di conservare il ricordo di un padre “normale” e la consapevolezza degli orrori commessi da quell’uomo.

C’è un’urgenza disperata in lui di scrollarsi di dosso quel cognome, di liberarsi da una colpa che non è sua, ma che la società gli appiccica addosso come una macchia impossibile da lavare. La scrittura riesce a rendere in modo efficace questo tormento interiore, il senso di sentirsi contaminato da un’eredità di sangue, pur non avendo mai commesso nessuno dei crimini del padre.

L’unica sua “colpa” sono i blackout di cui soffre, che vengono spiegati solo in seguito e aggiungono un ulteriore strato di complessità al personaggio. Devo ammetterlo: Zed mi è piaciuto moltissimo. È uno dei pochi elementi davvero riusciti del romanzo.

Cosa non mi è piaciuto

E qui arriviamo al tasto dolente.

Partiamo dalla protagonista femminile, che ho trovato davvero priva di spessore. Non ha carattere, non ha evoluzione, non ha un vero perché. La sua unica dimensione sembra essere quella della classica ragazza perbene: cresciuta in un paesino dove tutti si conoscono, famiglia benestante, status sociale elevato… e un’esistenza scandita dal bisogno di compiacere gli altri. Non perché sia stata costretta, ma perché non ha mai davvero sviluppato una personalità propria.

Mi aspettavo, a un certo punto, che emergesse qualcosa di più profondo nel suo passato, un trauma, una rivelazione, qualcosa che giustificasse l’attrazione improvvisa e quasi ossessiva verso Zed. E invece no.
Lo sguardo magnetico scatta alla prima occhiata (letteralmente), e da lì in poi siamo in piena modalità “ti desidero follemente e non so nemmeno perché”.
E io, lettrice, a sperare in una connessione più significativa, in un colpo di scena che legasse questi due personaggi con il filo invisibile del destino.
Spoiler: non arriva.

Anche gli altri personaggi non brillano particolarmente. Dialoghi ripetitivi, turpiloquio a pioggia buttato lì forse per dare un tono “edgy” a personaggi piatti, scoloriti, e privi di qualsiasi sfumatura vera. L’unico che si salva, ancora una volta, è Zed. E, a sorpresa, avrei letto molto volentieri di più proprio su suo padre, sul “serial killer delle farfalle”.
Gli unici due elementi davvero interessanti, mentre tutto il resto si perde in un mare di cliché e noia.

La parte mystery, come dicevo prima, ha un buon potenziale, ma tutti i plot twist… beh, me li ero già immaginati nel momento stesso in cui i personaggi sono stati introdotti. Nessuna vera sorpresa, nessuna rivelazione che mi abbia fatto spalancare gli occhi o pensare “wow”.

E arriviamo alla scrittura, che per me è stato il vero grande problema di questo romanzo.
Non ho trovato refusi, ma lo stile è tutto fuorché fluido: frasi spezzate continuamente, periodi a capo che interrompono la lettura, rendendola faticosa e slegata. Il romanzo è composto per la maggior parte da dialoghi su dialoghi, con pochissime parti descrittive o introspettive. E quelle poche, guarda caso, arrivano tutte verso la fine.
Il risultato? Un racconto che corre, ma non approfondisce. Che dice, ma non mostra.

Le scene spicy rientrano nella media del genere, nulla di troppo invadente, ma nemmeno particolarmente interessante.

E infine, la cosa che mi ha davvero infastidita: il modo in cui vengono trattati temi delicatissimi come la violenza sui minori.
Accennati, buttati lì in due righe, senza contesto né profondità, quasi come un escamotage narrativo per aggiungere una nota drammatica a effetto, senza la minima cura o consapevolezza.
Questa è, senza dubbio, la parte che ho digerito meno. Una tematica simile merita rispetto, spazio, respiro. Qui, purtroppo, è stata solo una pennellata frettolosa su una tela già confusa.

Estratti che ho apprezzato

“C’è qualcosa di affascinante nelle cose rotte. Nel momento in cui si spaccano diventano uniche”.

Conclusioni

Questo è il primo libro di L.F. Koraline che leggo. E, lo dico subito, non sono una lettrice facilmente impressionabile: il dark romance non mi spaventa, anzi. Le storie intense, complicate, dolorose sono spesso le mie preferite.

Ma in questo caso, ho trovato troppi elementi poco convincenti, troppi spunti potenzialmente interessanti non sviluppati a dovere.

Se dovessi etichettarlo, direi che è un libro adatto a chi si approccia al dark romance per la prima volta, o a chi cerca una lettura senza troppe pretese. Niente di più, niente di meno.

Se però vi incuriosisce comunque e volete leggerlo per farvi la vostra idea – o magari smentirmi un po’ (il confronto è sempre ben accetto!) – ecco il link per acquistarlo su Amazon!

Ci vediamo alla prossima recensione! 😊

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